Da lunedì in vigore la direttiva UE sui servizi di pagamento

Buone notizie (o almeno si spera) per i consumatori: dal 1 marzo entra in vigore , con il decreto legislativo n. 11 del 27 gennaio 2010 ,la direttiva UE n. 2007/64/CE sui servizi di pagamento (bonifici, conti correnti, nuovi istituti di credito).
Il provvedimento comunitario ha l’intenzione di tutelare maggiormente la clientela bancaria tramite maggiore concorrenza tra gli istituti di credito e l’aumento della trasparenza delle informazioni riguardanti i servizi offerti alla clientela stessa.

Il decreto pertanto si compone di due tipi di norme: quelle propriamente sugli strumenti di pagamento e le norme che creano la categoria degli istituti di pagamento.

In particolare per quanto riguarda i bonifici, sono previsti minori tempi di lavorazione: gli istituti di credito dovranno provvedere all’esecuzione entro un giorno se fatti in via telematica (anche se fino al 2012 potranno impiegare massimo 3 giorni previa comunicazione al cliente), mentre quelli effettuati allo sportello dovranno essere eseguiti entro massimo 4 giorni.
Inoltre sparisce la differenza tra data di accredito e data di disponibilità effettiva delle somme: dovranno coincidere.
Sono previste tutele anche per chi utilizza strumenti elettronici di pagamento, come conti internet o carte di credito; infatti l’utente avrà diritto a chiedere il rimborso nel caso di operazione compiute in maniera inesatta o non autorizzate, mentre nel caso di furto della carta di credito la somma massima che potrà essere addebitata al titolare per spese effettuate con la stessa carta prima del blocco sarà di 150 euro.

La seconda parte del provvedimento invece delinea i caratteri di una nuova categoria di operatori finanziari, i cd. “istituti di pagamento”.
Questa categoria, per la quale viene creato un apposito albo tenuto dalla Banca d’Italia, sarà costituita da imprese costituite in forma di società di capitali, con sede in Italia, e capitale minimo da 25 a 125 mila euro a secondo delle attività.
Potranno però esercitare solo attività di gestione di sistemi di pagamento, finanziamento per l’esecuzione di operazione di pagamento (in pratica l’attività di credito al consumo finalizzato all’acquisto di beni), ma solo con fondi destinati in maniera specifica ad una delle attività (non potranno effettuare finanziamento con somme derivanti dai sistemi di pagamento o viceversa).

Speriamo che questa nuova normativa, aprendo alla concorrenza nel settore del credito e dei sistemi alternativi di pagamento porti ad un abbassamento dei costi per i consumatori, e non invece ad un incontrollato aumento dei tassi sui finanziamenti, già troppo alti per il credito al consumo, e sulle carte di credito revolving.
La Banca d’Italia dovrà vigilare bene che questa liberalizzazione non si trasformi in un ennesimo furto ai danni dei consumatori.

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