Il TAR Lazio blocca gli aumenti dei pedaggi

luglio 30, 2010

Il TAR Lazio ha accolto il ricorso di alcuni enti locali (Provincia di Roma, Provincia di Rieti ed alcuni comuni laziali) contro il decreto che disponeva l’aumento dei pedaggi autostradali.

Il Tribunale amministrativo ha affermato che per come era strutturato il provvedimento (collegato alla manovra economica) i pedaggi andavano intesi come vera e propria tassa; “il provvedimento impugnato”, si legge nelle ordinanze, “per essere coerente con la finalità enunciata deve assumere il carattere di corrispettivo per l’utilizzo di una infrastruttura; al contrario, tale carattere non appare sussistente in alcune delle ipotesi evidenziate, vale a dire in tutte quelle che prevedono il pagamento del pedaggio in relazione ad uno svincolo stradale non necessario e non interessato dalla fruizione dell’infrastruttura”.

Siamo contenti di questa notizia che blocca la decisione del governo di fare cassa sui lavoratori pendolari laziali (i più colpiti da questo provvedimento), che avevano la sola colpa di attraversare ogni giorno il GRA per raggiungere il posto di lavoro, imponendo una nuova tassa che avrebbe portato all’Erario circa 83 milioni di euro nel 2010 e 200 milioni nel 2011.


Referendum acqua pubblica: oggi le firme in Cassazione

luglio 19, 2010

Questa mattina verranno depositate presso la Corte di Cassazione le firme raccolte per i referendum contro la privatizzazione dell’acqua (circa un milione e quattrocentomila per ognuno dei tre quesiti, record per i referendum in Italia), e per i quali anche la nostra associazione ha dato il suo contributo, essendo nel comitato promotore dei referendum stessi.

Ringraziamo tutti coloro che anche apponendo semplicemente la loro firma hanno sostenuto questa importante battaglia;ora non resta che attendere la fissazione della data in cui si svolgeranno i referendum ed andare tutti a votare!

L’acqua è un bene essenziale per la vita e non può essere lasciata in mano agli speculatori.


Si metta in funzione il nuovo depuratore di Pulsano (TA)

luglio 18, 2010

E’ ormai insostenibile la situazione che si sta vivendo nella località di Marina di Pulsano (TA) infatti il vecchio depuratore è ormai incapace di smaltire le acque reflue del paese e della limitrofa Leporano e sversa in mare liquami a getto continuo (Goletta Verde e Legambiente hanno rilevato proprio in questi giorni la presenza di Enterococchi intestinali maggiori di 400 UFC/100 ml ed Escherichia Coli maggiori di 1000 UFC/100ml).

Nonstante ciò i divieti di balneazione peraltro sono del tutto insufficienti e collocati in posti invisibili ai più: in conseguenza di ciò bagnanti ignari della situazione continuano a fare il bagno in questo tratto di mare che dovrebbe essere pulito ed invece è uno dei più inquinati di tutta la Puglia.

Inoltre gran parte della popolazione della zona costiera, a causa della mancanza di un depuratore adeguato, non ha accesso alle reti idrica e fognaria, e pertanto deve procurarsi l’acqua da se (tramite l’acquisto da autobotti o da pozzi privati) e smalire la acque reflue tramite lo spurgo dei pozzi neri: ciò provoca ai cittadini un esborso di circa 2000 euro l’anno (a fronte dei 200 euro annui spesi in media dalle famiglie italiane per acqua e fognatura).

Nei giorni scorsi abbiamo provveduto ad inoltrare alle autorità competenti (Comuni di Pulsano, Leporano, Provincia di Taranto,  Acquedotto Pugliese, Assessorato all’Ambiente della Regione Puglia) una richiesta di immediato intervento per mettere al più presto possibile in funzione il nuovo depuratore, da tempo ultimato (con un costo di 20 milioni di euro, il più costoso della Puglia) ed ormai preda di vandali.

Non tollereremo ancora oltre che i cittadini subiscano una situazione dovuta ad inerzia delle amministrazioni locali; deve essere evitata l’incresciosa situazione di liquami sversati nel mare, facendo si che il litorale sia restuito a cittadini e turisti che affollano numerosi la zona e contribuiscono allo sviluppo dell’economia locale.

Vogliamo inoltre che sia restituito ai cittadini anche l’accesso a diritti fondamentali come la rete idrica: non possono i cittadini restare senza acqua né fogna e pagarne le conseguenze anche in termini economici.


Discarica di Lizzano: la Provincia di Taranto revochi il parere favorevole all’ampliamento

luglio 13, 2010

La nostra associazione interviene sulla questione che da tempo vede impegnati i cittadini di Lizzano, Fragagnano, Faggiano e Taranto ad opporsi all’ampliamento della discarica sita in località Palombara e gestita dalla ditta Vergine Srl.

In particolare la Provincia di Taranto, in sede di Conferenza di servizio che si sta svolgendo presso l’Assessorato all’Ambiente della Regione Puglia, ha espresso parere favorevole all’ampliamento mentre tutti gli altri enti ed associazioni di cittadini presenti si sono espressi in senso contrario.

In particolare l’ampliamento permetterebbe di poter accettare nella discarica rifiuti con concentrazioni di eluato 3 volte maggiori rispetto a

i parametri previsti dalla Tabella 5 del D.M. D.M. 3/08/2005, nonché i rifiuti con concentrazioni nell’eluato del parametro DOC con valori illimitato, per alcune tipologie di rifiuti.

In tal modo si avrebbe una destinazione della discarica per rifiuti misti non pericolosi con elevato contenuto sia di rifiuti organici o biodegradabili che di rifiuti inorganici con recupero di biogas.

I cittadini della zona, tramite le associazioni Attiva Lizzano, Comitato per l’Ambiente di Fragagnano hanno già più volte denunciato la presenza di esalazioni maleodoranti provenienti dalla discarica nei centri abitati (indice di presenza di gas tossici per la salute umana), la cui presenza aumenterebbe con con l’ampliamento della discarica, dalla quale vi sarebbe la dispersione di biogas.

Peraltro la discarica non sarebbe a norma per l’accogliemento di questi nuovi tipi di rifiuti.

Con il ns intervento sosteniamo le azioni svolte dalle associazioni di cittadini locali etorni sui suoi passi e chiediamo che la Provincia di Taranto ritiri il parere favorevole all’amplimento della discarica che porterebbe solo ulteriori danni all’ambiente e di conseguenza alla salute dei cittadini dei comuni della zona.

Peraltro per deliberare un ampliamento della discarica esistente ci sarebbe bisogno di una nuova Valutazione d’Impatto Ambientale, che valuti la pericolosità dell’operazione e pertanto ci sembra che l’assenso della Provincia di Taranto sia superficiale e dovuta ad una scarsa attenzione e conoscenza del problema: auspichiamo che in sede di conferenza di servizio prevalga il buon senso ed il diritto alla salute dei cittadini della provincia di Taranto.


Acqua rossa nel comune di Melendugno (LE): le risposte forniteci dall’AQP sono insoddisfacenti, ribadiamo la richiesta di un tavolo tecnico

luglio 8, 2010

Continua il nostro impegno sul problema dell’acqua rosa che affligge Melendugno ed altri comuni salentini, a seguito delle ultime affermazioni dell’Acquedotto Pugliese, che in risposta alle richieste della Regione Puglia di relazionare sulla situazione, non ha fornito alcuna risposta in merito, ma ha solo affermato che sono in corso lavori di ammodernamento degli impianti di distribuzione idrica (solo) in parte dell’abitato di Melendugno.

Tale risposta, del tutto evasiva ed interlocutoria, non soddisfa né le ns richieste di apertura di un tavolo tecnico da convocare coinvolgendo tutte le autorità competenti, effettuata nelle scorse settimane, né la richiesta dell’Ufficio Utilizzazione Risorse Idriche dell’Area Politiche per l’ambiente, le reti e la qualità urbana – Servizio Risorse Naturali, che in data 25 giugno ha chiesto all’Acquedotto Pugliese di relazionare sull’accaduto e di indicare le iniziative che vorrà adottare in merito a tale situazione.

L’Acquedotto Pugliese pertanto continua ad essere sordo alle istanze che da più parti vengono per la normalizzazione definitiva di una situazione che si protrae ormai da anni e pensa invece che con interventi a “macchia di leopardo” possa risolvere il problema invece che con interventi strutturali seri e completi su tutto il territorio interessato.

Non è possibile neanche solo immaginare che ci possano essere cittadini che forse avranno acqua potabile ed altri sfortunati che non la avranno.

Pertanto ribadiamo la necessità dell’istituzione di un tavolo tecnico che programmi interventi strutturali sulla rete della zona al fine di risolvere il problema una volta per tutte; tale richiesta verrà ribadita in sede di incontro con gli assessori regionali competenti che stiamo provvedendo a richiedere.


Al via i saldi estivi: attenzione ai finti sconti, sarebbe meglio liberalizzare il settore

luglio 3, 2010

Oggi partono in numerose città italiane i saldi estivi di fine stagione.

Consigliamo ai consumatori, che già difficilmente potranno usufruire di questi sconti in quanto provati dalla persistente crisi economica, di acquistare solo quando sono sicuri che effettivamente venga praticato uno sconto sul prezzo precedente (meglio ancora sarebbe stato aver tenuto d’occhio il prezzo prima dei saldi) e di diffidare da sconti con percentuali troppo alte.

Chiediamo inoltre che si intervenga affinchè si liberalizzino i saldi stessi, lasciando ai venditori la possibilità di effettuare sconti nel periodo che preferiscono (vista anche la prassi di effettuare sconti e saldi “clandestini” nei giorni precedenti l’inizio delle vendite promozionali).

In questo modo si aiuterebbe anche il setttore del commercio, e si permetterebbe ai consumatori di scegliere quando effettuare gli acquisti di cui hanno bisogno, data anche, lo ribadiamo, la critica situazione economica in cui versano le famiglie italiane