Recuperati incentivi indebiti per le energie rinnovabili: andranno a beneficio delle bollette delle famiglie

settembre 27, 2010

L’Autorità per l’Energia ed il GAS (AEEG), in collaborazione con la Cassa Conguaglio per il settore Elettrico, ha scovato circa 166 milioni di euro di contributi a favore degli impianti per le energie rinnovabili o assimilate indebitamente percepiti (di cui 110 già recuperati) dopo un’indagine durata cinque anni.

L’indagine è stata compiuta da un team di esperti nominati dalla Cassa, che hanno effettuato circa 130 ispezioni su un parco centrali per una potenza di 9.350 MW.

L’aspetto per noi più interessante è la decisione di utilizzare le somme recuperate per alleggerire le bollette del consumo di energia delle famiglie: siamo molto contenti di questa decisione che permetterà di alleviare i costi per l’energia in un momento in cui le famiglie sono in sofferenza anche a causa dei rincari dei costi dell’energia elettrica, del gas e dei carburanti.

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Nuove norme per tutelare il credito al consumo

settembre 23, 2010

E’ entrato in vigore il decreto legislativo 141, che attuando la direttiva europea 2008/48/CE dispone una maggiore tutela per i consumatori che stipulano contratti di credito al consumo (il credito per l’acquisto di beni o servizi per uso privato).

In particolare gli elementi di maggiore novità sono la possibilità di recedere entro 14 giorni dalla stipula del contratto, il merito creditizio, cioè la valutazione delle possibilità di indebitamento del consumatore ed il collegamento negoziale tra contratto di acquisto e contratto di finanziamento; quest’ultimo aspetto è molto importante, in quanto estinto il primo si estingue anche il secondo.

Pertanto in caso di risoluzione del contratto di acquisto sarà risolto anche il contratto di finanziamento, evitando le numerose controversie che sorgevano tra soggetto finanziatore e consumatore in caso di risoluzione del contratto di acquisto.

Per quanto riguarda il recesso invece viene previsto un vero e proprio diritto di ripensamento, come detto da esercitare entro 14 giorni dalla stipula del contratto o dal momento in cui il consumatore ha ricevuto le informazioni contrattuali (prima invece il recesso era previsto entro 30 giorni ma solo nel caso in cui vi fossero modifiche unilaterali del contratto da parte del finanziatore).

Altra importante modifica è l’abolizione dello ius variandi, cioè la possibilità per la banca di modificare le condizioni contrattuali del mutuo unilateralmente.

Inoltre sono previste norme più severe per lo svolgimento dell’attività di mediatori creditizi, che svolgono attività di intermediari tra le società finanziarie ed i consumatori, l’alto ricorso ai quali rende i costi dei finanziamenti al consumo in Italia più alti che negli altri paesi europei.

Finalmente anche in Italia viene introdotta una maggiore tutela per i consumatori che stipulano contratti di finanziamento, troppo spesso lasciati all’arbitrio di società finanziarie spesso senza scrupoli, in un momento in cui le famiglie italiane sono allo stremo.


Esenzione dal canone RAI per gli over 75

settembre 20, 2010

Gli ultrasettancinquenni non devono più versare il canone RAI dal gennaio 2008.

Lo ha dichiarato l’Agenzia delle Entrate, precisando che l’esenzione è valida per coloro che avendo compiuto 75 anni hanno un reddito annuale (compreso quello del coniuge) non superiore a 6713,98 euro e non convivono con altri soggetti diversi dal coniuge; tale limite è applicato in virtù del fatto che la finalità della norma è di aiutare i soggetti in grave difficoltà economica.

La richiesta di esenzione va effettuata presso la sede dell’Agenzia delle Entrate entro il 30 aprile di ciascun anno; coloro che invece maturano il diritto nel secondo semestre dell’anno, dovranno presentarla entro il 31 luglio, e per il 2010, entro il prossimo 30 novembre. Per le annualità successive, i contribuenti potranno continuare ad avvalersi dell’agevolazione senza dover presentare nuove dichiarazioni. Chi, invece, nel corso dell’anno attiva per la prima volta un abbonamento al servizio radiotelevisivo, deve inviare la dichiarazione entro 60 giorni.

Per il periodo 2008 -2010 potrà essere chiesto il rimborso tramite un modello disponibile presso le sedi dellAgenzia o sul sito internet, allegando una dichiarazione sostitutiva attestante il possesso dei requisiti per l’esenzione.

L’Agenzia precisa inoltre che gli abusi saranno puniti con sanzioni tra 500 e 2mila euro per ogni annualità oltre al pagamento del canone evaso.


Trenitalia la smetta con i tagli dei treni al Sud: si sta isolando il Mezzogiorno

settembre 13, 2010

Dalla giornata odierna Trenitalia ha soppresso di coppie di treni Eurostar sulle linee Bari – Roma e Lamezia Terme- Roma (due su ognuna di queste linee).

Siamo sconcertati per le motivazione addotte da Trenitalia per eliminare questi convogli, secondo le quali la Puglia e la Calabria sono regioni depresse che non assicurano una sufficiente domanda per mantenere in servizio questi treni, (che sono“a mercato”, cioè non usufruiscono di contributi pubblici e quindi i costi vengono sostenuti solo con le tariffe pagate dai paaseggeri); d’altro canto invece sono stati aumentati i collegamenti verso Roma dalle maggiori città del nord Italia.

Riteniamo questa decisione discriminatoria nei confronti delle regioni meridionali, e ci chiediamo come mai potranno svilupparsi queste regioni senza adeguati collegamenti con il resto del Paese, già insufficienti ed ora ancor di più esigui.

Peraltro la Puglia ha subito recentemente le conseguenze della frana di Montaguto dello scorso marzo, che per circa tre mesi ha interrotto i collegamenti ferroviari tra la stessa regione e la capitale.

Trenitalia è una società a capitale pubblico e fornisce un servizio pubblico: non può decidere una tale “smobilitazione” dal Mezzogiorno come una normale società privata, l’esigenza di trasporto verso il centro – nord del Paese non può piegarsi alle logiche del mercato.

Chiediamo a  Trenitalia di rivedere tale scelta che penalizza come sempre le regioni meridionali rispetto a quelle settentrionali, ed abbandona le stesse alla loro difficile situazione economica; chiediamo inoltre di intervenire anche al Ministero delle Infrastrutture per evitare un ennesimo sopruso a danno dei cittadini meridionali.


Il TAR Lazio blocca l’aumento dei pedaggi autostradali in tutta Italia

settembre 7, 2010

Il Tar Lazio è tornato a pronunciarsi in merito agli aumenti dei pedaggi autostradali, con un ordinanza che statuisce il blocco degli aumenti dei pedaggi autostradali (previsti dalla manovra del giugno scorso ed entrati in vigore il 1° luglio) su tutto il territorio nazionale.

Il Tribunale Amministrativo infatti afferma che «viste le precedenti ordinanze cautelari adottate da questo Tribunale confermate in sede di appello ha ritenuto di ritenuto di confermare, anche ai fini del presente provvedimento, le motivazioni» precedenti.

Viene messa fine alla disparità di trattamento scaturita dalla precedente ordinanza del TAR Lazio e dalla sentenza del Consiglio di Stato che avevano annullato gli aumenti solo nei tratti autostradali del Lazio.

Pertanto sono illegittimi tutti gli aumenti scattati dal 1 luglio su tutti i tratti autostradali, ed ora chiediamo che vengano rimborsati tutti gli automobilisti che hanno dovuto pagare pedaggi maggiorati.


Operativo solo formalmente il Fondo di solidarietà per i mutui: si adotti al più presto il regolamento di attuazione

settembre 7, 2010

Dopo 18 mesi di attesa, è entrato in funzione solo formalmente il Fondo di solidarietà per i mutui: infatti manca ancora il regolamento di attuazione, e pertanto non può essere nominato il gestore del fondo nè il Ministero del Tesoro può emettere il relativo disciplinare.

In dettaglio l’istituzione del Fondo prevede che le famiglie in sofferenza economica e con un reddito non superiore a 30 mila euro (secondo i calcoli ISEE) possano rivolgersi alla banca con la quale hanno in corso un mutuo per la prima casa e chiedere la sospensione del pagamento delle rate per massimo 18 mesi senza alcun costo per il cliente; l’intera procedura per ottenere la sospensione non potrà durare più di 30 giorni dal momento di presentazione della domanda.

Ora è opportuno emanare immediatamente il regolamento di attuazione ed aumentare la dotazione del fondo, in quanto i 20 milioni di euro previsti basteranno per poco più di 3000 famiglie circa, troppo poco vista la grave crisi economica che coinvolge le famiglie italiane; secondo noi servirebbero almeno 100 milioni di euro.


Il Consiglio di Stato conferma lo stop all’aumento dei pedaggi autostradali

settembre 1, 2010

Il Consiglio di Stato ha confermato oggi il blocco dell’aumento dei pedaggi autostradali, già sancito nella sospensiva del TAR Lazio emanata lo scorso 4 agosto; è stato così respinto il ricorso della Presidenza del Consiglio dei Ministri contro quest’ultimo provvedimento.

Il blocco degli aumenti non è valido però per tutto il territorio nazionale: la IV Sezione del Consiglio di Stato ha infatti affermato che “deve essere interpretata nel senso di riferirsi non all’intero territorio nazionale, ma solo ai singoli segmenti stradali interessanti gli ambiti spaziali degli enti territoriali ricorrenti”; essendo stato il ricorso presentato dalla Provincia di Roma, da quelle di Pescara e di Rieti e da alcuni comuni dell’hinterland romano, solo nei tratti autostradali riccorrenti in questi territori non potranno essere applicati gli aumenti.

Dal canto suo, anche la Provincia di Torino aveva presentato ricorso al TAR Piemonte per gli stessi motivi, ricorso peraltro accolto (e sambra difficile che tale decisione possa essere impugnato vista la decisione odierna).

Riteniamo comunque che anche sugli altri tratti autostradali le tariffe maggiorate non possano essere adottate, in quanto ciò causerebbe un evidente disparità di trattamento con i tratti in cui gli aumenti sono stati vietati dalla giustizia amministrativa.

Ora chiediamo che le società concessionarie restituiscano agli automobilisti le somme da questi pagate in più nel periodo di vigenza degli aumenti (1 luglio – 5 agosto), ammontanti circa ad 8 milioni di euro.