Esauriti gli incentivi

novembre 24, 2010

Sono finiti in questi giorni gli incentivi per dieci categorie di prodotti che erano ripartiti il 3 novembre scorso con una dotazione di 110 milioni di euro (la campagna era già partita con una prima tranche nel mese di aprile).

A farla da padrone alla fine sono state le richieste per incentivi per macchine agricole e movimento terra (56,7 milioni), stampi per scafi da diporto (20, 7 milioni), mentre meno richieste hanno riscosso gli incentivi per motocicli (4,5 milioni), cucine componibili (5,2 milioni), connessioni a banda larga (6,9 milioni), elettrodomestici, in visibile difficoltà ( 3,7 milioni). In tutto, tra aziende e consumatori, i 107 milioni hanno finanziato 214.375 acquisti.

Ora però rimane ancora aperto il nodo dei rimborsi ai venditori che hanno anticipato gli incentivi, nella prima (quella partita ad aprile) e nella seconda fase.

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La Corte Costituzionale boccia le leggi regionali contro il nucleare

novembre 19, 2010

La Consulta, con la sentenza n.331, ha dichiarato illegittime le leggi regionali di Puglia, Basilicata e Campania, che vietavano l’installazione di impianti per la produzione di energia nucleare, fabbricazione di combustile nucleare e stoccaggio di rifiuti radioattivi sul proprio territorio.

In particolare, la corte ha affermato che tali leggi, approvate senza un’intesa tra Stato e Regioni, violano le competenze statali in materia di tutela dell’ambiente (art. 117, comma 2, lettera s, Cost.) e di sicurezza (art. 117, comma 2, lettere d-h, Cost.). Si legge infatti che “Non è immaginabile che ciascuna Regione, a fronte di determinazioni di carattere evidentemente ultraregionale, assunte per un efficace sviluppo della produzione di energia elettrica nucleare, possa sottrarsi in modo unilaterale al sacrificio che da esse possa derivare, in evidente violazione dei doveri inderogabili di solidarietà economica e sociale. Pertanto, le disposizioni impugnate contrastano con l’art. 117, secondo comma, lettera s), Cost. nella parte in cui disciplinano i depositi di materiali e rifiuti radioattivi, e con l’art. 117, terzo comma, Cost., nella parte relativa agli impianti di produzione, fabbricazione, stoccaggio dell’energia nucleare e del combustibile, e vanno conseguentemente dichiarate costituzionalmente illegittime, con assorbimento di ogni altra residua censura”.
Pertanto l’art. 1 comma 2, legge Regione Puglia n. 30/2009, l’art. 8, legge Regione Basilicata n. 1/2010, l’art. 1 comma 2, legge Regione Campania n. 2/2010 sono stati dichiarati costituzionalmente illegittimi.

Noi comunque continuiamo ad esprime la nostra assoluta contrarietà alla scelta del ritorno al nucleare in Italia, perchè costoso, inutile e dannoso per la salute dei cittadini e dell’ambiente.


Salgono ancora i prezzi dei carburanti, mentre il prezzo del petrolio scende: adesso basta

novembre 13, 2010

Nuova raffica di aumenti sui prezzi dei carburanti: ieri per la terza volta in una settimana Eni ha  ritoccato al rialzo i prezzi dei carburanti (giunti ormai a 1,409 euro la benzina e 1,281 euro il gasolio). Anche Esso (1,411 euro al litro) e Shell (1,416 euro) hanno aumentato i prezzi della benzina, mentre Tamoil ha ritoccato solo il costo del diesel (ad 1,288 euro al litro).

Ormai i prezzi si attestano tutti oltre 1,40 euro al litro per la benzina e vicino a 1,30 euro al litro il diesel, esclusi i distributori indipendenti; si registra sopratutto al Sud un balzo in avanti dei prezzi (secondo le rilevazioni del Quotidiano Energia), con punte fino ad 1,43-1,45 euro al litro.

Non comprendiamo questo nuovo vertiginoso aumento dei prezzi (già troppo alti), tanto più che negli ultimi giorni abbiamo assistito ad un calo del prezzo del petrolio; ciò dimostra come dietro questi aumenti ci sia solo speculazione da parte delle compagnie senza che fino ad ora ci sia stato alcun freno o controllo.

Auspichiamo che l’intervento annunciato ieri sera dal Ministro delle Attività Produttive porti a regolarizzare la situazione, come noi da tempo chiediamo, cioè con l’effettivo sviluppo del settore dei distributori indipendenti (o “pompe bianche”), il blocco settimanale degli aumenti e della doppia velocità di aumenti e diminuzioni, per cui vediamo salire i prezzi all’aumento del prezzo del ptrolio e nessuna riduzione quando il prezzo di quest’ultimo diminuisce.


l’Agenzia delle Entrate da il via libera ai rimborsi per trattenute su pensioni intergrative

novembre 2, 2010

Con la nascita delle pensioni integrative erogate da fondi pensioni e casse , soggetti al D.Lgs. 124/1993, i soggetti erogatori erano soggetti a tassazione a monte sui cespiti che producevano redditi che consentivano di versare periodicamente una rendita agli aderenti-pensionati.
Al fine di evitare ai pensionati la doppia imposizione tributaria, è stata introdotta la disposizione secondo la quale il trattamento pensionistico integrativo andava a sommarsi sul trattamento annuo base per l’87,5 del suo ammontare (pensione base annua 100% + pensione integrativa annua 87,5%), il totale così ottenuto era soggetto a tassazione in base alle aliquote vigenti anno per anno. Dunque il 12,5 della pensione integrativa non era esente da ritenute erariali (art. 48-bis, c. 1, lett. d) del Tuir).

Le disposizioni ora in vigore, recepite dalla successiva riformulazione dell’art. 52 del Tuir stesso, hanno comunque confermato la impostazione che della pensione integrativa va tassato solo l’87,5%.
Nel corso degli anni è accaduto però che alcuni enti erogatori non hanno applicato le disposizioni citate, ma hanno sommato alla pensione base il 100% di quelle integrative.
Della questione si occupa la Risoluzione 93/E del 24/9/2010 dell’Agenzia delle Entrate che ribadisce le due vie per ottenere il rimborso di quanto erroneamente trattenuto: a) il pensionato, se ha presentato la dichiarazione dei redditi, può presentare dichiarazione integrativa nei termini (brevi); b) se il termine per l’integrativa è scaduto, può fare istanza di rimborso all’Agenzia entro 48 mesi dalla data della scadenza dei versamenti a saldo per l’anno in questione, ai sensi dell’art. 38 del DPR602/10973. Ma vi à di più : se il pensionato non ha presentato la dichiarazione dei redditi perché esentato ai sensi dell’art 1 del citato DPR 602/1973 può egualmente fare istanza di rimborso, dovrà però esibire le certificazionie delle pensioni percepite e delle ritenute effettuate dal sostituto d’imposta (a mezzo CUD, ndr).
Nella medesima risoluzione l’Agenzia delle Entrate detta i criteri di calcolo del rimborso anziché il semplice rimborso della tassazione effettuata sul 12,5% della pensione integrativa, gli Uffici dell’Agenzia dovranno riliquidare integralmente la dichiarazione e così calcolare le maggiori ritenute subite dal contribuente. Analogamente dovrà avvenire per chi era esentato dalla presentazione della dichiarazione : in funzione dei redditi certificati si effettuerà la liquidazione con conseguente calcolo della tassazione in eccesso.

Coloro che ritengono di aver diritto al rimborso possono rivolgersi al nostro servizio assistenza al numero 348 0086073 ed all’indirizzo e-mail unicons@hotmail.it