Salgono ancora i prezzi dei carburanti, mentre il prezzo del petrolio scende: adesso basta

Nuova raffica di aumenti sui prezzi dei carburanti: ieri per la terza volta in una settimana Eni ha  ritoccato al rialzo i prezzi dei carburanti (giunti ormai a 1,409 euro la benzina e 1,281 euro il gasolio). Anche Esso (1,411 euro al litro) e Shell (1,416 euro) hanno aumentato i prezzi della benzina, mentre Tamoil ha ritoccato solo il costo del diesel (ad 1,288 euro al litro).

Ormai i prezzi si attestano tutti oltre 1,40 euro al litro per la benzina e vicino a 1,30 euro al litro il diesel, esclusi i distributori indipendenti; si registra sopratutto al Sud un balzo in avanti dei prezzi (secondo le rilevazioni del Quotidiano Energia), con punte fino ad 1,43-1,45 euro al litro.

Non comprendiamo questo nuovo vertiginoso aumento dei prezzi (già troppo alti), tanto più che negli ultimi giorni abbiamo assistito ad un calo del prezzo del petrolio; ciò dimostra come dietro questi aumenti ci sia solo speculazione da parte delle compagnie senza che fino ad ora ci sia stato alcun freno o controllo.

Auspichiamo che l’intervento annunciato ieri sera dal Ministro delle Attività Produttive porti a regolarizzare la situazione, come noi da tempo chiediamo, cioè con l’effettivo sviluppo del settore dei distributori indipendenti (o “pompe bianche”), il blocco settimanale degli aumenti e della doppia velocità di aumenti e diminuzioni, per cui vediamo salire i prezzi all’aumento del prezzo del ptrolio e nessuna riduzione quando il prezzo di quest’ultimo diminuisce.

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