UniCons chiede l’applicazione del secondo quesito referendario: via il 7% dalle tariffe

 

Dalla vittoria dei SI ai referendum del 12 e 13 giugno scorsi, nulla è cambiato: i gestori del servizio idrico non hanno ottemperato al risultato della consultazione referendaria, lasciando in bolletta il famoso 7% di “remunerazione del capitale investito”, che con il risultato deve referendum doveva essere eliminato


Ciò nella più totale assenza degli organismi pubblici che dovrebbero invece intervenire sui gestori per l’eliminazione di tale percentuale dalle fatture degli utenti (ANVRI ed ATO)


La nostra associazione, dopo aver partecipato attivamente alla campagna referendaria, in questi giorni sta scrivendo all’ANVRI ed agli ex ATO, sollecitandoli ad intervenire sui gestori per l’applicazione della disposizione post- referendaria.


Nel caso in cui non riceveremo entro 30 giorni risposte soddisfacenti, ed i gestori non inizieranno a ridurre conseguentemente le tariffe, siamo pronti a far partire le azioni legali per il riconoscimento dei diritti scaturiti dal referendum, chiedendo anche in maniera retroattiva il rimborso del 7% pagati in più dal momento in cui il referendum è stato reso esecutivo (cioè dal 21 luglio 2011)



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