Da domani nuovi termini per opporsi alle multe

Da domani entra in vigore il Decreto Legislativo 150 del 1 settembre 2011, che nell’ambito della semplificazione dei riti del processo civile, modifica anche i termini per opporsi alle multe dinanzi al giudice di pace (art. 7)

Infatti i termini sono ridotti a 30 giorni dalla notifica (prima il termine era di 60), mentre resta fermo il termine di 60 giorni per proporre i ricorsi dinanzi al Prefetto, creando una evidente disparità tra le due procedure.

Comunque la nuova scadenza riguarderà le sanzioni elevate da domani, per cui per i verbali già notificati rimane in vigore il vecchio termine, come per le contestazioni già elevate ma non ancora notificate.

Inoltre il giudice di pace nel caso di non accoglimento del ricorso dovrà applicare le sanzioni aggiuntive, mentre precedentemente era lasciato alla sua discrezione.

Le norme evidentemente non hanno alcun coordinamento nel sistema previsto dal Codice della strada, visto che come detto rimangono i 60 giorni per il ricorso al Prefetto, tenendo conto che quest’ultimo nel caso di rigetto del ricorso può condannare al pagamento della sanzione massima prevista per l’infrazione contestata.

Una nuova disciplina ulteriormente punitiva per gli automobilisti, senza dimenticare il contributo unificato che da luglio è passato da 30 a 37 euro; questo dimostra come gli automobilisti sono uno strumento per fare cassa, senza alcun diritto di opporsi a sanzioni magari ingiuste ed illegittime.

Tempi ridotti per accedere alla giustizia, che non permettono di ricevere la documentazione utile a valutare la possibilità di ricorso, costi spropositati rispetto al valore dei verbali; in alternativa bisogna ricorrere al Prefetto rischiando la condanna al raddoppiamento della sanzione.

Cosi si scoraggia il cittadino dal ricorrere e lo si costringe a pagare: un’altra vessazione.

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