Più tutele per gli utenti nel mercato dell’energia e del gas

giugno 12, 2014

Da domani entrano in vigore una serie di norme che daranno maggiore tutela ai consumatori che stipulano un nuovo contratto (sia se stipulato a distanza che nei locali commerciali) per l’energia ed il gas per una utenza domestica: infatti l’Autorità ha recepito una direttiva europea in merito che modifica il Codice di condotta commerciale a cui gli operatori del settore devono attenersi nel momento della stipula di un contratto con un utente.

Vediamo nel dettaglio le novità:

il termine del diritto di recesso passa da 10 a 14 giorni;

maggiori informazioni precontrattuali per l’utente

per i contratti stipulati fuori dai locali commerciali l’utente ha diritto a ricevere copia del contratto;

per i contratti stipulati a distanza il contratto non sarà concluso se non dopo la firma dell’utente o comunque una forma di accettazione prevista dal codice del consumo;

la fornitura potrà iniziare solo dopo che il gestore darà conferma della conclusione del contratto.

Tutti questi obblighi degli operatori e diritti degli utenti ci auguriamo riescano a frenare i fenomeni dei contratti non richiesti, e la poca trasparenza in fase precontrattuale, con offerte che presentate come molto vantaggiose in realtà si rivelano come delle vere fregature a danno degli utenti, che si ritrovano a pagare più di quanto pagavano con il gestore precedente, situazioni che in questo settore sono diventate ormai una vera e propria piaga da arginare.

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Scattano nuovi aumenti per energia elettrica e gas

luglio 1, 2012

Da oggi 1 luglio scattano gli aumenti per energia elettrica (+0,2%) e gas (+2,6%).

L’aumento contenuto per l’energia è dovuta al calo del prezzo del petrolio, le cui previsioni sono al ribasso anche per il secondo semestre dell’anno.

Mentre per il gas l’aumento delle tariffe deriva dalla crescita del prezzo della materia prima; da ottobre però l’entrata in vigore del nuovo meccanismo di adeguamento del prezzo della materia prima, che permetterà di trasferire ai clienti del mercato tutelato i vantaggi della ponderazione dei prezzi di breve e lungo termine, mettendoli al riparo da improvvisi rialzi del costo del gas naturale a fini speculativi.

 

Questo rialzo del gas però dovrebbe comportare un maggiore esborso per le famiglie di circa 32 euro all’anno, mentre per l’energia elettrica la spesa rimarrà pressochè stabile (la variazione in aumento è di circa 1 euro).


Nuova stangata sulle bollette energetiche: dal 1 aprile + 5,8% per l’energia elettrica e + 1,8% per il gas

marzo 31, 2012

Nuova stangata sulle bollette energetiche: da domani scatta infatti l’aumento del 5,8% sull’energia elettrica e dell’1,8 % sul gas, come deciso dall’Autorità per l’energia elettrica ed il gas che ha aggiornato i prezzi per il trimestre aprile – giugno 2012.

Questo aumento è dovuto all’aumento del prezzo del petrolio, dai maggiori costi dai maggiori costi per il mantenimento  in equilibrio del sistema e dall’andamento della borsa elettrica anche a causa dell’emergenza freddo di febbraio.

La bolletta dell’energia elettrica però potrebbe appesantirsi ulteriormente dal prossimo mese di maggio di un ulteriore 4%, come aggiornamento degli incentivi alle fonti rinnovabili, arrivando ad un totale di quasi il 10% in due mesi.

In termini economici, in media dall’inizio dell’anno il costo delle bollette energetiche è aumentato di 100 euro a famiglia, una somma inaccettabile in tempi di crisi come quelli in cui viviamo.

Come è possibile gravare ancora sulle famiglie a favore di chi specula sull’aumento del prezzo delle materie prime? Come è possibile che i cittadini debbano pagare gli incentivi alle fonti rinnovabili?

Con gli aumenti chi ci guadagna sono gli speculatori e lo Stato, con le accise, contributi e tasse che finiscono per appesantire ulteriormente le bollette; chiediamo che intervenga il Governo ad eliminare dalle fatture tutte le voci superflue e vessatorie per gli utenti.

 


Aumenti per luce, gas ed autostrade

dicembre 31, 2011

Sarà un capodanno pesante per i consumatori italiani: infatti da domani scattano gli aumenti per energia elettrica (+4,9%), gas (+2,7%) ed autostrade (+3,1%).

A questi rincari si aggiungerà l’IMU, che entrerà in vigore con il nuovo anno, aumenti nei costi dei servizi bancari, quello di benzina e gasolio, ormai inarrestabili, trasporto pubblico.

Si può calcolare una spesa per le famiglie di circa 200o euro in più all’anno: in un momento di grave crisi come questo le famiglie vengono duramente colpite ancora una volta; chiediamo che il Governa  intervenga su questi aumenti, la situazione è insostenibile, con agevolazioni sui consumi di beni primari quali energia elettrica e gas.


Caro benzina: prezzi oltre 1,60 euro al litro

luglio 8, 2011

Puntuale in questo periodo, con l’inizio delle vacanze estive, arriva il solito aumento dei carburanti: la benzina vola oltre 1,62 al litro, per il gasolio i prezzi invece si attestano intorno ad 1,5 euro al litro (al Sud si arriva ad 1,512 euro/litro).

Oggi l’Eni ha ritoccato il listino, aumentando il prezzo della benzina di 2,2 centesimi (che si sommano all’aumento delle accise da poco in vigore); per Shell invece aumento di 0,5 centesimi al litro per la benzina ed 1 centesimo per il diesel, mentre Tamoil ha previsto aumenti di 0,5 centesimi solo per la benzina.

Al Sud la media è ormai di 1,66 euro al litro, contro una media di 1,60 al livello nazional; si va da tra 1,604 euro al litro di Eni ad 1,592 di Tamoil, mentre la media delle no logo si attesta su 1,522 euro al litro.

Per il gasolio invece si va dall’1,471 euro/litro di TotalErg all’1,483 euro/litro di Shell (no-logo a 1,399 euro/litro). Il Gpl, infine, si posiziona tra lo 0,736 euro/litro di Eni allo 0,751 di Shell e Tamoil (a 0,726 euro/litro le no-logo).

Ancora una volta si continua a speculare (infatti ci sembra singolare che il prezzo aumenti ancora di più in questo periodo e di venerdi, all’inizio di un fine settimana di esodo verso le località di vacanza), senza che nessuno ponga rimedio a questa corsa al rialzo: anzi, il Governo ha pensato bene di speculare anch’esso, aumentando le accise.

Ed alla fine gli automobilisti sono sempre più lasciati senza difesa, ed anche tartassati.


Nuovo record per la benzina: superati 1,6 euro al litro. E noi vi segnaliamo le pompe bianche

maggio 4, 2011

Sembrano non esserci ormai più limite per il prezzo della benzina: oggi in alcune regioni, quelle dove vige l’addizionale regionale sui carburanti (Abruzzo, Marche, Liguria, Campania, Molise, Calabria e Puglia) la benzina verde ha superato 1,6 euro al litro, con punte massime in Puglia fino a 1,643 euro al litro.

Nelle altre regioni il prezzo è su 1,6 euro al litro, con Tamoil che giuda i rialzi di circa 0,6, centesimi a litro.

Tale aumento sarebbe dovuto ad un deprezzamento dell’euro sul dollaro, che controbilancia la riduzione del prezzo del carburanti sul mercato internazionale; ci chiediamo però come mai quando il prezzo del petrolio diminuisce il vantaggio è sempre perso con il tasso di cambio sfavorevole, mentre quando aumenta i listini dei carburanti si adeguano immediatamente, a prescindere dal tasso di cambio.

E’ la solita storia della doppia velocità dei prezzi, che aumentano immediatamente quando aumenta il prezzo del petrolio, e non diminuiscono mai quando il prezzo della materia prima diminuisce.

Nel nostro piccolo, cerchiamo di darvi un piccolo aiuto, segnalandovi le pompe bianche, distributori indipendenti dove è possibile risparmiare qualche centesimo.

Il servizio è attivo per Puglia (trovate l’elenco dei distributori sul sito Uni.Cons. Puglia) e per la Provincia di Napoli (sul sito Uni.Cons. Napoli); per le altre regioni ci stiamo lavorando, e chiunque volesse segnalare un distributore indipendente particolarmente conveniente può scriverci all’indirizzo unicons@hotmail.it indicandoci nome, località ed indirizzo della pompa.


Stop alle norme sul nucleare: speriamo sia per sempre

aprile 19, 2011

Il Governo ha bloccato il progetto del ritorno del nucleare in Italia, inserendo nel decreto omnibus in discussione al Senato un emendamento per l’abrogazione di tutte le norme in materia.

L’emendamento recita che “al fine di acquisire ulteriori evidenze scientifiche mediante il supporto dell’Agenzia per la sicurezza nucleare, sui profili relativi alla sicurezza nucleare, tenendo conto dello sviluppo tecnologico in tale settore e delle decisioni che saranno assunte a livello di Unione Europea, non si procede alla definizione e attuazione del programma di localizzazione, realizzazione ed esercizio nel territorio nazionale di impianti di produzione di energia elettrica nucleare”.
Una nota di Palazzo Chigi afferma che il Governo sta considerando una nuova strategia energetica, tenendo conto delle linee guida stabilite dall’Unione Europea, che verrà presentata alla conferenza stato-regioni ed alle competenti commissioni parlamentari, prima di essere approvata dal Consiglio dei Ministri.
In questo modo è a forte rischio il referendum sul ritorno del nucleare del 12 e 13 giugno prossimi, che avrebbe dovuto far pronunciare i cittadini proprio sulle norme oggetto dell’emendamento.

Ci auguriamo che tale operazione serva definitivamente a scongiurare il pericolo nucleare in Italia, e che non sia solo una mossa per fermare il referendum, ripresentando poi il progetto nucleare successivamente, quando anche gli eco della sciagura di Fukushima si saranno spenti