UniCons chiede l’applicazione del secondo quesito referendario: via il 7% dalle tariffe

settembre 21, 2011
 

Dalla vittoria dei SI ai referendum del 12 e 13 giugno scorsi, nulla è cambiato: i gestori del servizio idrico non hanno ottemperato al risultato della consultazione referendaria, lasciando in bolletta il famoso 7% di “remunerazione del capitale investito”, che con il risultato deve referendum doveva essere eliminato


Ciò nella più totale assenza degli organismi pubblici che dovrebbero invece intervenire sui gestori per l’eliminazione di tale percentuale dalle fatture degli utenti (ANVRI ed ATO)


La nostra associazione, dopo aver partecipato attivamente alla campagna referendaria, in questi giorni sta scrivendo all’ANVRI ed agli ex ATO, sollecitandoli ad intervenire sui gestori per l’applicazione della disposizione post- referendaria.


Nel caso in cui non riceveremo entro 30 giorni risposte soddisfacenti, ed i gestori non inizieranno a ridurre conseguentemente le tariffe, siamo pronti a far partire le azioni legali per il riconoscimento dei diritti scaturiti dal referendum, chiedendo anche in maniera retroattiva il rimborso del 7% pagati in più dal momento in cui il referendum è stato reso esecutivo (cioè dal 21 luglio 2011)




Pubblicate in GU nuove deroghe per l’acqua all’arsenico

luglio 15, 2011

In Gazzetta Ufficiale sono state pubblicate le nuove deroghe per i comuni interessati dall’acqua all’arsenico, emanate con il decreto del Ministero della Salute dell’11 maggio scorso.

Il decreto ha stabilito la concessione di una deroga fino a 20 mcg/l di arsenico per i comuni di  Aprilia, Cisterna di Latina, Cori, Latina, Pontinia, Priverno, Sabaudia, Sermoneta, Sezze, Albano Laziale, Anzio, Ardea, Ariccia, Bracciano Vigna di Valle, Campagnano di Roma, Castel Gandolfo, Castelnuovo di Porto, Ciampino, Civitavecchia, Formello, Sacrofano, Genzano di Roma, Lanuvio, Lariano, Magliano Romano, Mazzano Romano, Nettuno, Santa Marinella, Trevignano Romano, Tolfa, Velletri, Acquapendente, Arlena di Castro, Bagnoregio, Barbarano Romano, Bassano in Teverina, Bassano Romano, Blera, Bolsena, Calcata, Canepina, Canino, Capodimonte, Capranica, Caprarola, Carbognano, Castel Sant’Elia, Castiglione in Teverina, Celleno, Cellere, Civita Castellana, Civitella d’Agliano, Corchiano, Fabrica di Roma, Farnese, Gallese, Gradoli, Grotte di Castro, Ischia di Castro, Latera, Lubriano, Marta, Monte Romano, Montefiascone, Monterosi, Nepi, Onano, Orte, Piansano, Proceno, Ronciglione, San Lorenzo Nuovo, Soriano nel Cimino, Sutri, Tarquinia, Tessennano, Tuscania, Valentano, Vallerano, Vasanello, Vetralla, Vignanello, Villa San Giovanni in Tuscia, Viterbo, Vitorchiano per il Lazio, per i comuni di Dumenza, Maccagno, Sesto Calende, Marcaria, Roncoferraro e Viadana, per i comuni di Campiglia Marittima, Campo nell’Elba, Capoliveri, Marciana, Marciana Marina, Piombino, Porto Azzurro, Rio Marina, Rio nell’Elba, Suvereto, Pomarance, Castelnuovo in Val di Cecina, Radicondoli in Toscana, e per i comuni di  Trento – Laste/Cantanghel, Canal San Bovo – Gobbera, Fierrozzo della Provincia Autonoma di Trento.

La Campania invece ha ottenuto la deroga fino a 2,5 mg/l di fluoruro per la frazione di Tossici, comune di Nola.

Le deroghe hanno durata fino al 31.12.2012, esclusi i comuni di Trento – Laste/Cantanghel, Canal San Bovo – Gobbera, Fierrozzo, Marcaria, Roncoferraro e Viadana la cui deroga scade il 31.12.2011.

L’acqua non potrà comunque essere utilizzata o bevuta da bambini di età inferiore a 3 anni.

E’ stata invece negata la deroga richiesta dalla Campania per la presenza di fluoruro troppo elevata nell’acqua distribuita nei comuni di Cercola, Ercolano, Ottaviano, Portici, S. Anastasia, S. Giorgio a Cremano, Somma Vesuviana e Torre del Greco.

Ci auguriamo che al più presto vengano effettuati interventi che elimino il problema delle deroghe, in modo che i cittadini possano avere accesso all’acqua potabile senza doversi preoccupare delle conseguenze sulla propria salute.


Referendum: quorum raggiunto, un plebiscito per i SI

giugno 14, 2011

I referendum hanno raggiunto il quorum, con una percentuale di votanti per i soli residenti in Italia pari al 57%, e come prevedibile hanno vinto i SI, con precentuali plebiscitarie, intorno al 95%

 

– Primo quesito  (servizi pubblici)

SI 95,3%       NO   4,7%

– Secondo quesito (tariffe acqua)

SI 95,8%      NO      4,2%

– Terzo quesito      (centrali nucleari)

SI 94,1%        NO 5,9%

– Quarto quesito   (legittimo impedimento)

SI 94,6%      NO  5,4%

Una vittoria dei cittadini, dei comitati e di tutti i gruppi ed associazioni, come la nostra, che da più di un anno si sono battute prima per raccogliere le firme per presentare i quesiti e poi per raggiungere il quorum, con iniziative per attirare l’attenzione dei cittadini su quesiti così importanti, ma totalmente ignorati dai media, soprattutto televisivi.

I cittadini hanno detto no all’affidamento a società private o miste della gestione dei servizi pubblici, no al profitto sulle tariffe idriche, no al nucleare e no al legittimo impedimento.

Una bella pagina di democrazia diretta dei cittadini, giornate da ricordare per anni nella storia del nostro paese.


Domani manifestazione per i referendum a Roma

marzo 25, 2011

Domani a Roma si terrà la grande manifestazione indetta dai comitati promotori dei referendum sull’acqua pubblica e sul nucleare.

A Roma sono attese decine di migliaia di persone da tutta Italia che parteciperanno al corteo che partirà alle 14 da Piazza della Repubblica per concludersi all 17 in Piazza San Giovanni dove ci sarà il concerto finale; associazioni, comitati locali, sindacati, organizzazioni, semplici cittadini manifesteranno per dire si all’acqua pubblica e si ad un paese libero dall’energia nucleare.

Anche la nostra associazione sarà presente per dire ancora una volta no alle speculazioni sull’acqua e sull’ambiente, i cittadini hanno diritto a questi beni vitali, e nessuno può negarglieli.

Le esperienze della privatizzazione dei servizi idrici, e le esperienze delle centrali nucleari dimostrano l’assoluta inadeguatezza per la salute dei cittadini (come dimostra ciò che in questi giorni sta avvenendo in Giappone) di questi provvedimenti che hanno il solo scopo di mercificare diritti inalienabili di qualsiasi uomo.

Saremo in piazza per ribadire questo ancora una volta


La Corte Costituzionale ammette due dei tre quesiti referendari sull’acqua pubblica

gennaio 12, 2011

La Corte Costituzionale ha ritenuto ammissibili due dei tre referendum proposti dal comitato “Siacquapubblica” di cui fa parte anche la nostra associazione, per i quali la scorsa primavera erano state raccolte 1.400.000 firme (per ognuno dei quesiti).
In particolare, sono stati ammessi il quesito 1 (che chiede l’abrogazione dell’art. 30 del Decreto Ronchi nella parte in cui prevede l’obbligo della messa a gara delle concessioni per il servizio idrico integrato) ed il quesito 3 (che chiede l’abrogazione della norma che permette di caricare sulle tariffe i margini di profitto che le aziende andranno a realizzare sulla distribuzione del servizio idrico.
E’ stato dichiarato innammissibile invece il quesito 2, che prevedeva l’abrogazione dell’art. 150 del d. lgs.152/2006, sulla scelta delle forme di gestione e di affidamento del sistema idrico integrato.

Accogliamo con soddisfazione l’approvazione dei due quesiti, ed attendiamo le motivazioni della bocciatura del secondo quesito, che riteniamo fosse importantissimo per dare coerenza al sistema; ci auguriamo soltanto che a referendum avvenuto (e ci auguriamo vinto dai si) un provvedimento legislativo, per coordinare il sistema normativo che si verrà a creare, non sminuisca il valore politico, ma soprattutto sostanziale, dell’auspicata abrogazione delle norme che di fatto privatizzano i sistemi idrici integrati dell’intero territorio nazionale.

In primavera tutti al voto: diciamo SI all’acqua pubblica!


Aumento delle tariffe idriche in Puglia e Sardegna: noi non ci stiamo

dicembre 23, 2010

I cittadini pugliesi e sardi troveranno una brutta sorpresa sotto l’albero: infatti dal 1 gennaio 2011 aumenteranno in queste due regioni le tariffe idriche.
Infatti per quanto riguarda la Sardegna l’ATO ha deciso un aumento del 5% della tariffa, che farà aggravare il bilancio delle famiglie sarde di 20 euro circa; tale aumento servirà per far fronte alla difficile situazione finanziaria della società Abbanoa, ad intero capitale pubblico, gestore unico del servizio idrico in Sardegna.
Per la Puglia invece la tariffa passerà da 1,44 ad 1,50 euro al metro cubo, quindi un aumento di circa il 5% (nel 2010 era già avvenuto un aumento del 10%, portando così il rincaro al 15% complessivo in due anni); tale aumento sarebbe necessario per sostenere gli investimenti per l’ammodernamento della rete; il problema reale sono però gli sprechi dovuti alle perdite degli impianti, pari al 54%, in una regione che per di più non ha proprie risorse idriche e deve acquistarla dalle regioni vicine.

Non possiamo che essere assolutamente contrari a questi aumenti, secondo noi non si può fare cassa a danno degli utenti, per coprire buchi di bilancio od effettuare investimenti che risolvano il problema delle perdite dalle condutture.
Per quanto riguarda la Puglia, poi, non capiamo come si possano aumentare le tariffe con un processo di riorganizzazione dello stesso acquedotto in atto (leggasi la legge di ripubblicizzazione dello stesso ente, e per il quale saremo lunedì 28 dicembre dinanzi al Consiglio regionale affinchè la legge venga approvata), e che inevitabilmente avrà delle ripercussioni sul sistema delle tariffe.


Domani mobilitazione nazionale dei Movimenti per l’Acqua

dicembre 3, 2010

Per domani il Forum italiano dei Movimenti per l’Acqua, promotore dei referendum contro la privatizzazione dei servizi idrici, ha indetto una giornata di mobilitazione nazionale: centinaia di manifestazione si svolgeranno su tutto il territorio nazionale ad opera dei comitati locali, con spettacoli, concerti, banchetti informativi.

L’obiettivo è sensibilizzare i cittadini sulla richiesta di moratoria contro la privatizzazione, che dovrebbe partire dal prossimo 1 gennaio: il Forum vorrebbe la sospensione delle procedure di gara previste dal decreto Ronchi fino allo svolgimento degli stessi referendum (attualmente al vaglio della Corte Costituzionale).

Oltre alla valenza nazionale, in alcune regioni la mobilitazione avrà un doppio valore: è il caso per esempio della Puglia, dove la manifestazione punta anche all’immediata approvazione della legge di ripubblicizzazione dell’Acquedotto Pugliese, ferma nelle commissioni del Consiglio Regionale.

La nostra associazione, che ha già sostenuto e partecipato alla raccolte delle firme per i referendum, sarà presente proprio all’evento pugliese che si terrà a Bari in Piazza Umberto I a partire dalle ore 16.30