Accordo UniCons – ANPAR per le procedure di mediazione in materia civile e commerciale

luglio 1, 2014

E’ stato siglato nella giornata di ieri 30 giugno, dal nostro presidente Avv. Francesco Saverio Del Buono ed il presidente ANPAR Dr. Giovanni Pecoraro, l’accordo tra UniCons ed ANPAR, organismo di mediazione riconosciuto dal Ministero della Giustizia, per favorire l’accesso dei cittadini – consumatori alla mediazione, e risolvere così le controversie in modo più rapido ed economico rispetto ad un procedimento giudiziario.

La collaborazione prevede iniziative di sensibilizzazione ed informazione sulla mediazione come metodo di alternativa delle controversie, e cosa molto importante per chi vuole accedere a queste procedure, uno sconto sui costi ANPAR per coloro che sono soci UniCons o vi aderiscono in occasione di questa procedura. In questo modo gli utenti avranno modo anche di avere assistenza da parte di UniCons per la procedura di mediazione.

UniCons ed ANPAR continuano con questo accordo  a mostrarsi al fianco del cittadino che voglia risolvere piccoli e grandi problemi, che da oggi potrà contare sull’unione delle forze e delle professionalità della nostra associazione e di ANPAR.

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I gestori telefonici continuano a chiedere le penali: e noi le contestiamo

dicembre 27, 2013

 

Numerosi utenti continuano a lamentarsi per l’addebito delle cosiddette “penali” nel caso di passaggio a nuovo gestore o di disdetta dell’utenza: penali mascherate sotto varie diciture, quali canoni mensili fino a fine annualità, costi di disattivazione, penali per mancata restituzione apparecchi/modem, addebito per recesso anticipato.

Facciamo chiarezza una volta per tutte: il “Decreto Bersani” ha vietato l’addebito di questi costi, autorizzando solo costi di disattivazione certificati dal gestore telefonico (che in realtà il gestore non è mai in grado di provare in quanto costi non ce ne sono).
Per quanto riguarda invece attrezzature come i modem, concessi in comodato all’utente, vengono addebitati costi di mancata restituzione anche nei casi in cui l’utente ha restituito l’apparecchiatura o nei casi in cui l’apparecchio che all’utente non serve più a conclusione del contratto, non può essere riconsegnato in quanto il gestore non li ritira, essendo troppo oneroso, o non fornisce istruzioni all’utente sulla restituzione: ciò comporta un illegittimo addebito all’utente incolpevole della situazione.
Nei casi in cui, soprattutto per quanto riguarda la telefonia mobile, il contratto prevede l’acquisto di un apparecchio nel contratto, solo allora sarà dovuta la somma rimanente per l’acquisto del telefono e nient’altro (cioè le penali per la risoluzione anticipata del servizio).

Invitiamo pertanto chi continua a subire questi addebiti non dovuti, un vero e proprio sopruso, a reclamare e contestare l’addebito di queste somme, ricordando che UniCons è a disposizione per fornire assistenza a coloro che ne avessero bisogno per reclamare e far annullare queste richieste, con le opportune azioni di reclamo e di conciliazione presso i CoReCom contattandoci ai numeri 348 0086073 – 346 5728656 ed all’indirizzo email unicons@hotmail.it

 


Antitrust sanziona Apple per mancata informazione sulla garanzia

dicembre 28, 2011

L’Autorità garante per la concorrenza ed il mercato ha sanzionato il gigante dell’elettronica Apple per complessivi 900 mila euro per pratiche commerciali scorrette a danno dei consumatori.

In particolare l’Autorità ha accertato la non piena applicazione della garanzia legale biennale e ” le informazioni poco chiare sugli ambiti di copertura dei servizi di assistenza aggiuntiva a pagamento offerti da Apple ai consumatori”.

Per la prima violazione, sanzionata per 400 mila euro il gruppo Apple non ha fornito ai clienti corrette informazioni sulla garanzia biennale prevista per legge, riconoscendo solo la garanzia annuale del produttore.

Per la seconda, sanzionata, con 500 mila euro, le informazioni sulla garanzia erano tali da indurre i consumatori a stipulare un contratto aggiuntivo a pagamento, servizio in parte corrispondente ai diritti previsti dalla legge, che l’azienda era obbligata a fornire gratuitamente.

Oltre a cessare i comportamenti scorretti, Apple dovrà indicare sulle confezioni dei servizi AppleCare Protection Plan, in modo da fornire esaurienti informazioni sulla garanzia prevista per legge.


Da domani nuovi termini per opporsi alle multe

ottobre 5, 2011

Da domani entra in vigore il Decreto Legislativo 150 del 1 settembre 2011, che nell’ambito della semplificazione dei riti del processo civile, modifica anche i termini per opporsi alle multe dinanzi al giudice di pace (art. 7)

Infatti i termini sono ridotti a 30 giorni dalla notifica (prima il termine era di 60), mentre resta fermo il termine di 60 giorni per proporre i ricorsi dinanzi al Prefetto, creando una evidente disparità tra le due procedure.

Comunque la nuova scadenza riguarderà le sanzioni elevate da domani, per cui per i verbali già notificati rimane in vigore il vecchio termine, come per le contestazioni già elevate ma non ancora notificate.

Inoltre il giudice di pace nel caso di non accoglimento del ricorso dovrà applicare le sanzioni aggiuntive, mentre precedentemente era lasciato alla sua discrezione.

Le norme evidentemente non hanno alcun coordinamento nel sistema previsto dal Codice della strada, visto che come detto rimangono i 60 giorni per il ricorso al Prefetto, tenendo conto che quest’ultimo nel caso di rigetto del ricorso può condannare al pagamento della sanzione massima prevista per l’infrazione contestata.

Una nuova disciplina ulteriormente punitiva per gli automobilisti, senza dimenticare il contributo unificato che da luglio è passato da 30 a 37 euro; questo dimostra come gli automobilisti sono uno strumento per fare cassa, senza alcun diritto di opporsi a sanzioni magari ingiuste ed illegittime.

Tempi ridotti per accedere alla giustizia, che non permettono di ricevere la documentazione utile a valutare la possibilità di ricorso, costi spropositati rispetto al valore dei verbali; in alternativa bisogna ricorrere al Prefetto rischiando la condanna al raddoppiamento della sanzione.

Cosi si scoraggia il cittadino dal ricorrere e lo si costringe a pagare: un’altra vessazione.


La manovra finanziaria è legge: si taglia sempre sui più deboli

luglio 16, 2011

E’ stata pubblicata oggi in Gazzetta Ufficiale la manovra finanziaria approvata nei giorni scorsi dal Senato e dalla Camera: da domani sarà quindi in vigore con tutti i tagli ed i rincari previsti (tra cui aumento dei ticket, superbollo, aumento della tassa sui depositi finanziari).

Vediamo settore per settore quali sono le modifiche apportate dalla manovra:

– Sanità: applicazione del ticket di 10 euro sulle ricette e di 25 euro sugli inteventi di pronto soccorso per i codici bianchi. Sono esentate da questi aumenti le categorie che erano esentate dai ticket nel 2007. Le Regioni potranno comunque decidere di non applicare i ticket, adottando altre misure che permettano comunque il mantenimento dell’equilibrio finanziario (Emilia – Romagna, Toscana, Sardegna, Valle d’Aosta hanno già dichiarato che non applicheranno i ticket).

– Imposta sui depositi titoli: l’imposta passa a 34,20 euro per i depositi sotto i 50.000 euro, 70 euro tra 50.000 e 150.000, 240 euro da 150.000 a 500.000, di 680 euro per depositi superiori ai 500mila euro. Dal 2013, invece, tra 50.000 e 150.000 si pagheranno 230 euro; tra 150.000 e 500.000, 780 euro e 1.100 euro per i depositi oltre i 500.000 euro.

– Superbollo su auto di lusso: si pagheranno 1o euro per ogni kw di potenza oltre i 225 kw; nel caso di mancato pagamento si incorre in una sanzione pari al 30% della somma dovuta.

– Ricorsi al giudice del lavoro: il lavoratore che vorrà ricorrere in Tribunale del Lavoro dovrà pagare il contributo unificato, diversificato secondo il valore della causa ed il reddito del lavoro, uniformando così il processo del lavoro alle normali cause civili. Fino ad ora il processo del lavoro era esente dalla tassa.

– Agevolazioni e bonus fiscali: subiranno un taglio del 5% dal 2013 e del 20% nel 2014 tutte le agevolazioni fiscali (sono 483), comprese quelle per famiglie, studenti universitari, lavoratori dipendenti, spese per sanità, istruzione, asili. Saranno ridotte anche le agevolazioni fiscali per ristrutturazioni edilizie ed interventi di riqualificazione energetica, per donazioni ad onlus, agevolazioni su iva, accise, credito di imposta.

Come al solito vengono colpiti le solite categorie: famiglie a basso reddito, lavoratori dipendenti, pensionati, ammalati. Per l’aumento dei ticket infatti ad essere colpiti saranno soprattutto gli anziani, che per un qualsiasi disturbo saranno costretti a pagare una tassa per essere visitati al pronto soccorso (basti pensare ai malori dovuti al caldo intenso dell’estate); le agevolazioni fiscali ed i bonus colpiranno le famiglie di lavoratori dipendenti con figli a carico, magari studenti, che anche per ricorrere al giudice contro un licenziamento illegittimo dovranno pagare una tassa.

Niente che colpisca veramente la casta dei parlamentari, o le rendite finanziarie, gli speculatori: i danni che queste categorie fanno, con sprechi, corruzione, lauti e spropositati guadagni a danno delle altre categorie produttive, saranno pagati dalle fasce deboli, già duramente colpite dalla crisi economica (ed infatti proprio in questi giorni l’ISTAT ha dichiarato che in Italia ci sono circa 8 milioni di poveri, una cifra impressionante destinata purtroppo solo ad aumentare con questi scellerati provvedimenti).


Antitrust multa Ryanair per scarsa trasparenza nei messaggi pubblicitari

luglio 4, 2011

L’Antitrust ha sanzionato la compagnia aerea irlandese Ryanair per aver diffuso, via web o a mezzo stampa, messaggi pubblicitari poco trasparenti che tendevano a coprire costi occulti o comunque carenti di informazioni necessarie per i passeggeri.

Nel dettaglio, la sanzione, che ammonta a 500mila euro, è stata comminata per:

1) offerte risultate “introvabili” dagli utenti (sanzione di 110.000 euro);

2) mancata indicazione nella tariffa offerta dei costi aggiuntivi, quali quello per il web check in, il supplemento carta di credito e l’IVA sui voli nazionali, che vengono automaticamente aggiunti nel corso del processo di prenotazione on line e fanno significativamente lievitare il prezzo del biglietto (sanzione di 220.000 euro);

3) difficoltà o, addirittura impossibilità, da parte degli utenti di ottenere assistenza post-vendita per il rimborso dei biglietti (o di parte di essi) in caso di mancata fruizione del volo, sia per motivi imputabili alla compagnia che per scelta del passeggero: ciò in particolare, per la necessità di rivolgersi ad un numero a pagamento o per l’applicazione di una fee elevata (sanzione di 90.000 euro);

4) pubblicazione delle condizioni generali di trasporto e delle informazioni rivolte ai consumatori italiani in lingua inglese (sanzione di 27.500 euro);

5) ingiustificati esborsi aggiuntivi nel caso di richiesta di variazioni di date, orari, nome dei passeggeri e tratte di volo o di riemissione della carta di imbarco in aeroporto (sanzione di 55.000 euro).

Cinque gravi infrazioni ai danni dei passeggeri che giustificano in pieno la sanzione così alta; siamo contenti che l’Autorità Garante sia intervenuta con una multa esemplare per sanzionare comportamenti scorretti che sempre più vessano i passeggeri, che hanno sempre meno diritti ed informazioni, a fronte non specificati, pur essendo prevedibili ed inevitabili.


Al via i saldi estivi: da quest’anno si parte tutti il 2 luglio

giugno 29, 2011

Il 2 luglio inizieranno in tutta Italia i saldi estivi: infatti in tutte le Regioni si partirà contemporaneamente, come deciso dalla Conferenza delle Regioni lo scorso aprile, per evitare differenze  tra i vari territori.

Se questa novità serve a mettere un po’ d’ordine nel settore, rimangono comunque i “furbetti” che hanno già iniziato le vendite promozionali sottobanco.

Come sempre in questo periodo il raggiro è in agguato, e per questo vi forniamo alcuni consigli:

– controllare prima dell’inizio dei saldi il costo dei capi che vi interessano, per evitare finti saldi (prezzi gonfiati e poi ribassati al prezzo pieno originario);

– diffidate degli sconti superiori al 60%;

– conservate lo scontrino per eventuali cambi;

– preferite negozi conosciuti presso i quali avete già effettuato acquisti;

– diffidare di chi espone saldi dopo una vendita promozionale;

– fare attenzione ai cartellini di marchi noti: controllate bene per evitare di acquistare capi contraffatti.

Anche nel periodo di saldi avete comunque dei diritti:

– cambio della merce nel caso di vizi di conformità, o rimborso nel caso di vizio non riparabile e per i quali non è possibile il cambio (infatti è possibile modificare l’operazione sul registratore di cassa);

– diritto al pagamento con carte di credito.

 

Nel caso di irregolarità segnalateci tutto e contattate la Guardia di Finanza