I contratti di telefonia e le spese di chiusura contratto

dicembre 13, 2014

Ogni volta che il consumatore – utente vuole cambiare operatore telefonico, sia per la linea fissa che mobile, perchè trova una proposta più conveniente rispetto al contratto attuale, si vede richiedere dall’operatore una penale per la risoluzione del contratto.

Questa somma viene richieste sotto diverse diciture: spese per risoluzione anticipata del contratto, costo di disattivazione, somma dovuta per recesso, importo per dismissione servizi, rimborso promozioni, ecc, con importi che vanno dai 30 ai 250 euro circa per ogni utenza (per utenti che hanno più numerazioni questi costi si moltiplicano).

I gestori tendono ad ignorare le norme del cd Decreto Bersani del 2007 che hanno previsto l’abolizione di qualsiasi vincolo temporale sui contratti in materia di servizi di telefonia (quindi non ha senso di parlare di risoluzione anticipata del contratto) e di qualsiasi costo per la chiusura del contratto, esclusi costi effettivamente sostenuti dall’operatore (non dimostrabili e mai dimostrati nelle sedi opportune).

La nostra associazione sta combattendo da tempo questa battaglia contro gli operatori telefonici, riuscendo con ottimi risultati ad ottenere l’annullamento di queste illegittime pretese.

Invitiamo pertanto tutti gli utenti che sono alle prese con questi problemi a contattarci e li aiuteremo (tel 348 0086073 email unicons@hotmail.it)


I gestori telefonici continuano a chiedere le penali: e noi le contestiamo

dicembre 27, 2013

 

Numerosi utenti continuano a lamentarsi per l’addebito delle cosiddette “penali” nel caso di passaggio a nuovo gestore o di disdetta dell’utenza: penali mascherate sotto varie diciture, quali canoni mensili fino a fine annualità, costi di disattivazione, penali per mancata restituzione apparecchi/modem, addebito per recesso anticipato.

Facciamo chiarezza una volta per tutte: il “Decreto Bersani” ha vietato l’addebito di questi costi, autorizzando solo costi di disattivazione certificati dal gestore telefonico (che in realtà il gestore non è mai in grado di provare in quanto costi non ce ne sono).
Per quanto riguarda invece attrezzature come i modem, concessi in comodato all’utente, vengono addebitati costi di mancata restituzione anche nei casi in cui l’utente ha restituito l’apparecchiatura o nei casi in cui l’apparecchio che all’utente non serve più a conclusione del contratto, non può essere riconsegnato in quanto il gestore non li ritira, essendo troppo oneroso, o non fornisce istruzioni all’utente sulla restituzione: ciò comporta un illegittimo addebito all’utente incolpevole della situazione.
Nei casi in cui, soprattutto per quanto riguarda la telefonia mobile, il contratto prevede l’acquisto di un apparecchio nel contratto, solo allora sarà dovuta la somma rimanente per l’acquisto del telefono e nient’altro (cioè le penali per la risoluzione anticipata del servizio).

Invitiamo pertanto chi continua a subire questi addebiti non dovuti, un vero e proprio sopruso, a reclamare e contestare l’addebito di queste somme, ricordando che UniCons è a disposizione per fornire assistenza a coloro che ne avessero bisogno per reclamare e far annullare queste richieste, con le opportune azioni di reclamo e di conciliazione presso i CoReCom contattandoci ai numeri 348 0086073 – 346 5728656 ed all’indirizzo email unicons@hotmail.it