Il TAR Puglia blocca le trivellazioni petrolifere nei mari pugliesi

giugno 25, 2010

Il TAR Puglia ha accolto il ricorso della Regione Puglia contro il decreto di autorizzazione rilasciato dal Ministero dell’Ambiente alla compagnia petrolifera inglese Northern  Petroleum per trivellazioni finalizzate alla ricerca di giacimenti petroliferi al largo delle Coste di Monopoli (BA).

In particolare i giudici amministrativi hanno accolto i profili di illegittimità denunciati dalla Regione Puglia sulle autorizzazioni richieste dalla compagnia , basati sulla considerazione che la stessa ha richiesto diverse autorizzazioni per un ristretta area, senza tener conto delle disposizioni legislative che prevedono che per la richiesta di valutazione di impatto ambientale si tenga conto del contesto ambientale complessivo in cui verranno effettuate le operazioni.

Siamo contenti che finalmente i cittadini pugliesi possono riappropriarsi del loro mare e delle loro coste e speriamo che tale decisioni eviti che si compia uno scempio nei nostri mari, che danneggerebbe l’ecosistema marino del sud barese e la qualità della vita dei cittadini stessi.


Non vogliamo le trivellazioni petrolifere nei nostri mari

maggio 3, 2010

Proprio in questi giorni in cui dagli Stati Uniti ci giungono tragiche notizie sull’affondamento della piattaforma petrolifera al largo della Louisiana, che sta causando gravissimi danni all’ecosistema locale, il nostro governo ed in particolare i ministeri dell’Ambiente e dello Sviluppo economico, ha pensato bene di dare il via libera alle società Petroceltic International e Shell per compiere ricerche per eventuali installazioni petrolifere al largo delle isole Tremiti e nel Golfo di Taranto, mentre già qualche mese fa era stata concessa l’autorizzazione per analoghe ricerche al largo di Monopoli (Bari)

Noi ci schieriamo al fianco delle popolazioni locali e delle altre associazioni ambientaliste contro queste trivellazioni che rischiano di danneggiare uno dei più bei ecosistemi marini del notro paese (le Isole Tremiti), danneggiando anche le attività economiche di questi territori (che vivono quasi esclusivamente di pesca e turismo) e con conseguenze gravi ed ancora non preventivabili conseguenze sulla salute dei cittadini.
Basta vendere e distruggere i nostri territori per odiose speculazioni!